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11/03/21

Firmato il protocollo di collaborazione tra CNCE e l’INL

Parliamo del Protocollo: quali sono le sue caratteristiche e quale il valore che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro gli riserva?
Si tratta di un Protocollo a cui l’INL dà molto valore in termini generali perché è un’espressione di quel dialogo sociale attraverso il quale noi vogliamo affermare un ruolo diverso di tutela del mondo del lavoro in cui la vigilanza, la sanzione è un’espressione ultima, necessaria indispensabile, ma non è l’unica o la centrale.

Dialogare con tutte le componenti del mondo del lavoro per noi è particolarmente importante, comprendere i fenomeni e le evoluzioni delle relazioni e dei processi produttivi per poter declinare poi quali sono gli strumenti che ci consentono di intervenire anche prima della patologia, è evidente che poi la patologia va repressa. Questo in termini generali.

Con il sistema delle Casse Edili c’è una storia che ci accomuna, abbiamo una storia lunga ambedue che ci ha visto sempre, in qualche modo condividere le evoluzioni di un mondo, quello del settore delle costruzioni, che è cambiato, molto cambiato, è un mondo che mantiene fermi elementi della tradizione del mondo del lavoro novecentesco ma che lo sviluppo tecnologico e normativo ha in qualche modo notevolmente cambiato. È un settore strategico del Paese, è uno dei settori, lo è sempre stato, su cui particolarmente deve puntarsi per la ripresa produttiva perché da questa pandemia dobbiamo uscire con una ripresa che superi anche le carenze del pre pandemia ed è una ripresa che noi vogliamo accompagnare in un perimetro di regolarità. Vi è una espressione di rappresentanza all’interno del sistema delle costruzioni che ci permette di dialogare con tutti, che ci consente di avere tutti i riferimenti necessari.

Nel protocollo abbiamo condiviso molti temi. Sicuramente il tema della sicurezza che nel settore delle costruzioni è un tema assolutamente prioritario, ma a questo tema si aggiunge, in termini di priorità, quello del dumping contrattuale. È noto che ormai in questo paese ci sono 900 contratti collettivi depositati presso il CNEL ed è evidente che c’è un problema nel Paese di razionalizzazione del sistema della rappresentanza. Nel settore dell’edilizia questo è particolarmente avvertito perché, dumping contrattuale significa anche dumping sociale sul profilo della sicurezza e delle tutele in generale, perché il contratto in edilizia ha una particolare attenzione, come è giusto che sia, ai temi della formazione e informazione sui profili di rischio del settore. Poi c’è un tema di tutela delle imprese sane e quindi della regolarità delle dinamiche del mercato di lavoro, oltre che un tema di tutela dei lavoratori sotto aspetti anche diversi da quelli della sicurezza che sono quelli della gestione del rapporto di lavoro.

Come pensate di applicare il Protocollo nel sistema?
Quanto anzidetto è il panorama in cui ci muoviamo e che ci ha messo insieme in questa esperienza nuova e innovativa da portare avanti insieme. Abbiamo valori comuni quali la legalità, la regolarità, lo sviluppo etico di un sistema produttivo importante; In questo Protocollo abbiamo definito un quadro d’intenti che ha una dimensione nazionale ma che andrà realizzato principalmente sul territorio.

Da un lato vi sarà un tavolo tecnico nazionale, che si riunirà per la prima volta il 12 aprile, in cui si condivideranno gli indirizzi comuni, ognuno per la parte di competenza. Dovremo definire campagne di informazione; dovremo occuparsi di qual è il metodo, quali sono gli strumenti e di quale sarà la concreta operatività dei territori, degli impegni definiti nel Protocollo. Il tavolo nazionale dovrà saper essere un fattore di impulso di questi tre aspetti cercando di valorizzare le buone prassi del territorio e assicurare al contempo che vi siano delle modalità che appartengono a tutti i territori.

Anche sui territori dovranno esserci dei tavoli tecnici che si occuperanno dell’analisi dei dati ognuno per le espressioni di competenza. Daremo indicazioni su come creare i flussi di comunicazione che vogliamo siano continui e quindi quali strumenti, quali tecnologie, dedicheremo e poi c’è un tema di sviluppo congiunto dell’informazione, della formazione e della prevenzione.
Tutte cose che condividiamo appieno e e a cui diamo molta importanza, perché si tratta di camminare insieme in un percorso in cui il mondo del lavoro ci sollecita continuamente con molte novità. Poi ci sarà l’operatività: l’applicazione dei contratti collettivi, la corrispondenza tra denuncia e notifiche preliminari, il fenomeno del trasfertismo, gli omessi versamenti, i subappalti.

Non mancherà il lavoro.

Guarda l’intervista al dott. Parisi