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opere
08/10/21

Indagine sulla contrattazione collettiva dell’edilizia e sulle relative istituzioni paritetiche

Seminario promosso da CNCE

di Alfredo Martini

Il progetto OPERE (Osservatorio PErmanente sulla REgolarità nelle costruzioni) è entrato nel vivo con il volume curato dal professo Michele Faioli INDAGINE SULLA CONTRATTAZIONE
COLLETTIVA DELL’EDILIZIA E SULLE RELATIVE ISTITUZIONI PARITETICHE. Il volume costituisce il prodotto editoriale con il quale vengono comunicati risultati della prima parte della ricerca promossa da CNCE nell’ambito del progetto. Il libro è stato presentato in occasione dell’ultima edizione del SAIE Bari lo scorso 8 ottobre e ha visto la partecipazione oltre alla Presidenza della CNCE e del professor Fioli anche della professoressa dell’Università di Foggia, Madia D’Onghia. Nel corso dell’incontro sono stati proiettati anche alcuni stralci dell’intervista al direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Bruno Giordano, realizzata per conto della CNCE e un breve commento video alla rivista del dottor Matteo Luccisano, che ha collaborato alla ricerca.
Come ha ricordato il Presidente della CNCE Carlo Trestini con l’Osservatorio sulla regolarità “si è inteso avviare un percorso di riflessione partendo dall’analisi dell’esistente patologica pluralità di contratti e sulla frequente sovrapposizione dei rispettivi ambiti di applicazione, al fine di affermare le peculiarità dei CCNL dell’edilizia e della bilateralità da essi sancita, così da contrastare il fenomeno del dumping contrattuale e promuovere la regolarità degli operatori sul mercato. La ricerca costituisce un prezioso affresco sulla contrattazione collettiva e sul welfare di settore, grazie allo scambio continuo tra il professor Michele Faioli e la Commissione nazionale, nonché grazie al contributo e alla collaborazione con alcune importanti Casse Edili/Edilcasse del sistema.”
L’indagine ha preso avvio dall’analisi relativa agli obblighi di contribuzione previsti verso gli enti bilaterali, per poi far emergere i fenomeni di sovrapposizione dei CCNL relativamente allo svolgimento delle diverse attività. La seconda fase della ricerca è stata dedicata, sulla base dei dati forniti anche dal CNEL, all’analisi, attraverso una serie di indici qualitativi, dei diversi contratti che afferiscono l’edilizia, facendo emergere le sovrapposizioni e le diverse caratteristiche in termini di garanzia e di qualificazione del lavoro e delle maestranze. I risultati, anche grazie alla costruzione di una vera e propria mappa delle prestazioni fornite dalle Casse edili nei diversi territori, evidenziano la centralità della contrattazione collettiva nazionale che poggia sul sistema bilaterale delle costruzioni.
Per il professor Michele Faioli, curatore e coordinatore della ricerca e consulente del CNEL, “l’indagine costituisce un riferimento innovativo per comprendere alcune delle principali criticità collegate all’attuale stato dell’arte della contrattualistica in edilizia, aiutando a farci comprendere come non serva una legge sul salario minimo bensì sia essenziale rafforzare la contrattazione qualitativa come quella rappresentata dai contratti edile stilati dalla associazioni di categoria e sindacali più rappresentative e dove viene esaltato il ruolo del sistema bilaterale. Un sistema capillarmente presente sul territorio, in grado di garantire con le prestazioni fornite a lavoratori e a imprese la qualità del lavoro da un lato e attraverso la verifica della congruità la regolarità dall’altro.”
Dal confronto tra i diversi Contratti collettivi nazionali dei diversi settori, dall’agricoltura alla metallurgia, spesso applicati anche all’interno dei cantieri edili, emerge la diversa qualità e la ricchezza dell’offerta qualitativa e in termini di presidio e di prestazioni del sistema bilaterale richiamato nel Contratto dell’edilizia.
Per Faioli la battaglia contro il dumping contrattuale si vince “sostenendo le parti sociali per affermare il valore della rappresentanza, in termini quantitativi e qualitativi, creando le condizioni favorevoli per eliminare la sovrapposizione rispetto alle pratiche contrattuali.”
Tema ripreso e sottolineato anche dal direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Bruno Giordano che ha sottolineato come accanto all’impegno sempre maggiore sul fronte dei controlli, compito dell’Ispettorato è anche quello di tenere conto del diverso valore dei contratti in riferimento all’ampiezza della rappresentatività di chi ha stipulato gli accordi. “Si tratta – ha commentato – di un principio fondamentale della democrazia e presente nei principi costituzionali.” Un elemento non certo secondario alla luce della drammatica situazione che sta caratterizzando il mondo del lavoro sul piano della sicurezza, spesso strettamente collegata a condizioni di lavoro precarie ed irregolari dal punto di vista delle garanzie elementari e contributive. “Contrastare fenomeni di diversificazione e di sovrapposizione dal punto di vista contrattuale, con la presenza di accordi al ribasso, sia dal punto di vista della sicurezza che delle condizioni del lavoro, resta per tutti una priorità, sapendo individuare gli strumenti più adeguati e sviluppando virtuose collaborazioni, come quelle avviate con la rete delle Casse edili.”
Per la professoressa D’Onghia “l’aver messo al centro della ricerca l’edilizia consente di sondare in maniera quanto mai efficace lo stato di salute delle relazioni industriali, in quanto si caratterizza per la presenza di un’area estesa di norme procedurali e di controllo originate proprio dall’intesa contrattuale delle parti sociali. Oltre al fatto che le relazioni industriali sviluppatesi nell’edilizia costituiscono tradizionalmente un modello capace di ispirare altri contesti e di armonizzare le sempre più pressanti esigenze di flessibilità con gli obiettivi di coordinamento dell’attività contrattuale.”
Sull’attuale congiuntura e sullo stato di salute delle costruzioni è intervenuto il vicepresidente della CNCE, Antonio Di Franco, come non vada dimenticato come “il mercato delle costruzioni nel nostro Paese si caratterizzi per i salari tra i più bassi e dove prosperano situazioni diffuse e articolate di sfruttamento, attraverso modalità le più diverse: sotto inquadramento, dichiarazioni non veritiere, solo per fare due esempi. Per non parlare di territori dove si riscontra una presenza di lavoro nero che supera il 20% del totale delle attività. Ecco che allora, in questo scenario ad elevato rischio per la sicurezza dei lavoratori, una piena applicazione del Contratto collettivo nazionale dell’edilizia, siglato dalle parti sociali, costituisce lo strumento principe per contrastare questo degrado e la diffusione delle irregolarità. Se si vuole veramente cogliere l’occasione della ripresa e dello sviluppo del mercato per modificare questo scenario degradato allora diventa irrinunciabile mettere a frutto quanto emerso dal nostro progetto OPERE, puntando sulla qualificazione del settore, sulle potenzialità del sistema bilaterale e dando il giusto valore al CCNL. Va superato il paradosso di un settore da sempre considerato ad elevato rischio di irregolarità e un Contratto nazionale che contiene tutti gli strumenti e le potenzialità per modificare radicalmente la situazione.”
“Il cantiere edile – ha aggiunto Trestini – deve essere il luogo della piena applicazione del Contratto collettivo nazionale del settore. E’ un presupposto irrinunciabile se si vuole realmente garantire la sicurezza e la regolarità del lavoro. I rischi, in caso contrario, sono quanto mai elevati. Dobbiamo evitare che si ripetano errori e tragedie che hanno caratterizzato la fase espansiva precedente alla crisi del 2008. I risultati della ricerca evidenziano altresì il ruolo delle Casse edili e del sistema bilaterale come lo strumento principale per supportare anche le imprese in quel processo di crescita e di qualificazione attraverso l’affermazione di una elevata cultura della sicurezza, del rispetto delle regole e di una formazione che sappia cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e vada ad incidere sulla stessa organizzazione aziendale. Egualmente, ci aspettiamo il massimo impegno da parte degli organismi statali e territoriali per rafforzare i controlli in un condiviso processo di crescita sul piano dell’informazione e della formazione.”

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