CNCE, il valore della bilateralità in una nuova ricerca nazionale con CRESME
Un progetto per raccontare il sistema delle Casse Edili/Edilcasse e il suo contributo al paese
In un contesto segnato dalla trasformazione del mercato del lavoro, dall’evoluzione dei bisogni sociali e dalla necessità di rafforzare le tutele delle persone, la bilateralità edile è chiamata a rendere sempre più riconoscibile il proprio contributo alla qualità del lavoro e alla coesione sociale.
È da questa consapevolezza che nasce il progetto promosso dalla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE) in collaborazione con il CRESME, che aveva avuto il suo anno zero lo scorso anno, con la presentazione al SAIE di Bari del rapporto “Welfare sociale e Innovazione: presente e futuro delle costruzioni” e che quest’anno si è rinnovata con la nuova elaborazione tecnico-scientifica del CRESME, «CNCE – L’infrastruttura che tiene insieme lavoro, sicurezza e futuro», presentata ieri al SAIE Bologna. Un Rapporto Nazionale CNCE–CRESME 2026 che rappresenta un importante strumento di conoscenza e valorizzazione del sistema.
La ricerca restituisce una visione d’insieme del ruolo delle Casse Edili e delle Edilcasse del sistema CNCE: una rete nazionale radicata nei territori che contribuisce alla regolarità del mercato delle costruzioni, alla tutela dei lavoratori, alla sicurezza, alla protezione sociale.
I numeri raccontano la dimensione di un sistema in crescita. Nel 2025 le 109 Casse Edili(Edilcasse attive registrano oltre 734 mila operai iscritti, più di 133 mila imprese e 919 milioni di ore lavorate. Rispetto al 2019, la massa salariale raggiunge gli 11,18 miliardi di euro, con un incremento del 78,8%. Dati che restituiscono la consistenza della rete e la sua capacità di accompagnare l’evoluzione del settore.
Un’attenzione particolare è dedicata al welfare complementare, analizzato attraverso una mappatura nazionale dell’offerta e un approfondimento sulla fruizione effettiva delle prestazioni. Le 93 Casse che hanno fornito dati validati per l’indagine hanno contabilizzato, nell’anno cassa 2024-2025, oltre 182 mila beneficiari delle prestazioni e circa 47,1 milioni di euro erogati. Gli interventi spaziano dal sostegno allo studio e alla formazione all’integrazione professionale, dal supporto familiare ai sussidi straordinari, rispondendo a bisogni che accompagnano i lavoratori e le loro famiglie nelle diverse fasi della vita.
Il Rapporto non si limita a descrivere l’offerta esistente. Attraverso l’analisi dei modelli organizzativi, della governance, della comunicazione e della maturità digitale, insieme alle interviste condotte con le Casse, la ricerca individua esperienze innovative, pratiche promettenti e possibili traiettorie di sviluppo. L’Atlante territoriale e il sistema informativo strutturato e aggiornabile completano il lavoro, offrendo una base comune per leggere le differenze, confrontare le esperienze e orientare le scelte future.
L’obiettivo è trasformare la conoscenza in una leva di sviluppo per l’intero sistema. Disporre di dati comparabili, riconoscere i bisogni emergenti e valorizzare le esperienze maturate nei territori significa rafforzare la capacità della bilateralità di programmare gli interventi, rendere più efficaci le prestazioni e consolidare il dialogo con le istituzioni e con gli altri attori del settore.
Il progetto CNCE–CRESME si inserisce così in una prospettiva di lungo periodo: rendere visibile il valore di una rete che opera quotidianamente a tutela del lavoro regolare e delle persone, mettendo in relazione la dimensione nazionale del sistema con la prossimità delle risposte territoriali.
Un’infrastruttura che non si limita ad accompagnare il mercato delle costruzioni, ma contribuisce a renderlo più regolare, sicuro e capace di futuro.
